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Nivis Labs openBlog http://openblog.nivislabs.com Open Source & Design Mon, 02 Mar 2009 17:57:59 +0000 http://wordpress.org/?v=2.6.2 en Controlli hotkey di retroilluminazione inattivi in Ubuntu http://openblog.nivislabs.com/controlli-hotkey-di-retroilluminazione-inattivi-in-ubuntu/ http://openblog.nivislabs.com/controlli-hotkey-di-retroilluminazione-inattivi-in-ubuntu/#comments Mon, 02 Mar 2009 17:57:59 +0000 admin http://openblog.nivislabs.com/?p=168 PREMESSA

Con alcuni portatili, soprattutto di recente produzione, si è verificato un fastidioso problema legato alla gestione della retroilluminazione, in Ubuntu.

PROBLEMA

In particolare i problemi sembrano essere sorti per la prima volta in Ubuntu Hardy Heron e sarebbero stati trascinati sino alla recentissima Jaunty; inoltre essi sembrano essere strettamente connessi alla presenza di schede video Intel GMA. Il problema in oggetto è stato dallo scrivente diagnosicato sulle schede Intel GMA X3100 e GMA X4500MHD.

In dettaglio, alla pressione dei tasti hotkey che controllano la retroilluminazione (es: Fn+F7 / Fn+F8) la retroilluminazione non mostra diminuzioni né aumenti.

Altri problemi connessi sembrano essere la presenza di uno sfarfallio del monitor, sempre legato alla retroilluminazione.

UNA POSSIBILE SOLUZIONE

Una soluzione che può aiutare a risolvere il problema è la seguente:

1- Andate su “Sistema -> Preferenze -> Sessioni”

2- Premete “Aggiungi”

3- Inserite le seguenti informazioni nei campi di testo:

Nome: Backlight Brightness

Comando: xrandr –output LVDS –set BACKLIGHT_CONTROL native

Commento: Backlight Brightness Patch for Intel GMA’s

4- Premete “Salva”

5- Riavviate la sessione effettuando un logout e quindi un nuovo login.

POSSIBILI PROBLEMI

Questa soluzione potrebbe a volte risolvere i problemi causandone però degli altri, quali appunto lo sfarfallio. In questo caso, modificate il comando di cui sopra in:

Comando: xrandr –output LVDS –set BACKLIGHT_CONTROL legacy

Invito inoltre chiunque applichi questo workaround a prestare attenzione nella regolazione della luminosità del monitor. Qualora, infatti, si cercasse di diminuire la luminosità oltre il minimo, si otterrebbe come effetto quello della totale disattivazione della retroilluminazione, recuperabile solo con un bel riavvio di sistema, dato che in quelle condizioni i controlli hotkey non hanno alcuna efficacia ed utilizzare il monitor per applicare una correzione da terminale potrebbe diventare piuttosto disagevole…

Un consiglio, infine, che può aiutare a risolvere altri problemi collterali legati alla diminuzione automatica del livello di retroilluminazione:

1- Andate su “Sistema -> Preferenze -> Gestione alimentazione”

2- Disattivate i controlli che riducono la luminosità del monitor per il risparmio energetico.

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TS-L632N Firmware Upgrade http://openblog.nivislabs.com/ts-l632n-firmware-upgrade/ http://openblog.nivislabs.com/ts-l632n-firmware-upgrade/#comments Wed, 07 Jan 2009 23:46:14 +0000 admin http://openblog.nivislabs.com/?p=146 PREMESSA

Il masterizzatore TSST-Corp TS-L632N è un masterizzatore DVD LightScribe realizzato dalla Samsung e montato su diversi modelli di computer portatili, tra i quali molti modelli della HP serie Pavillion dv e serie 500.

PROBLEMA

Questo masterizzatore ha dato parecchie grane in termini di velocità ed affidabilità ai suoi utilizzatori, e ciò a dispetto di una effettiva elevata qualità della componentistica utilizzata. La maggior parte dei problemi sembra derivare dal firmware.

Quasi tutti gli utenti che riscontrano difficoltà di utilizzo di questo apparato, grazie ad un semplice controllo (che può essere effettuato utilizzando il programma WININQUIRY disponibile gratuitamente presso il sito della Samsung dedicato ai device ottici), noteranno invariabilmente che la release software che accompagna il TS-L632N è la 0503 con codice OEM HM (quasi certamente stante ad indicare HP Manufacturer).Tale firmware è quindi mantenuto da parte di HP, che tuttavia non sembra fornire alcun tipo di supporto software per il masterizzatore TS-L632N.

Diversamente, Samsung, sul proprio sito ufficiale in inglese, dichiara di disporre di alcune release firmware compatibili piuttosto recenti, l’ultima delle quali datata 31 Marzo 2008: il firmware SC03.

Nulla di più facile, quindi: in apparenza, sarebbe sufficiente scaricare il pacchetto apposito ed aggiornare il proprio masterizzatore da un qualsivoglia sistema Windows (come al solito…). E invece no. Ricercando nella sezione download, non solo il firmware che Samsung dichiara di aver rilasciato non risulta scaricabile, ma nemmeno risulta esistente il prodotto TS-L632N! Decisamente spiazzante.

Come procedere allora? Basta andare a cercare nella versione coreana del sito, et voilà: scopriamo che esistono ben tre release sviluppate da Samsung (SC01, SC02, SC03) di questo firmware. Ecco quindi che attraverso la pagina per il download dell’ultima release del firmware (con l’ausilio di google translate), scarichiamo il pacchetto per l’aggiornamento del firmware alla versione SC03:

http://www.samsungodd.com/korLib/popup/Download.asp?path=FW_FWDownload&fname=200803311410143931_TS-L632N_SC03.exe

Tuttavia, se si tentasse di effettuare un aggiornamento semplicemente eseguendo l’applicazione, tutto ciò che si otterrebbe sarebbe un popup che ci avverte dell’impossibilità di procedere oltre a causa della incompatibilità tra hardware e software.

ALTRO PROBLEMA

Qui incominciano i problemi seri, poiché il firmware di cui sopra dispone di un codice OEM diverso da quello del masterizzatore sul quale operiamo: il codice OEM stavolta è SC , che sta per “Samsung Computer” (e non più HM). Tale fatto, rende impossibile l’utilizzo della ROM fornita nel pacchetto appena scaricato.

A questo punto, un avvertimento: chiunque proceda ulteriormente nell’esecuzione delle procedure indicate in questo post, deve essere conscio di farlo a proprio rischio e pericolo, con la consapevolezza che le procedure qui indicate, se svolte in maniera non corretta, potrebbero provocare danni irreversibili alla propria unità ottica. Anche qualora svolto in maniera corretta, del resto, tale processo potrebbe condurre (e solitamente conduce) ad una invalidazione della garanzia legale e/o convenzionale.

Se siete dunque ben certi di quanto volete fare e sicuri del fatto che sappiate ciò che state facendo, procedete oltre. Diversamente, fermatevi qui e riflettete. Un ultima precisazione: la procedura è stata testata dallo scrivente solo sul prodotto indicato in oggetto (TS-L632N) e mai su prodotti differenti ancorché analoghi. Inoltre, test diretti sono stati effettuati dall’autore relativamente ai notebook fu408ea e fu409ea della serie HP 500, ed ogni riferimento ad altri notebook è stato tratto fonti online.

PROCEDURA

L’impiego degli strumenti di aggiornamento ufficiali Samsung, in conseguenza della incongruenza del codice OEM tra hardware e software, non consente da solo di portare a buon fine l’avanzamento di versione; si otterrà in tal modo solo un popup di errore. Sarà quindi necessario utilizzare quegli strumenti in un modo alternativo e si dovrà provvedere ad applicare una patch al firmware stesso per renderlo “digeribile” da parte del TS-L632N.

MATERIALE NECESSARIO

- Pacchetto Samsung originale TS-L632N_SC03.exe
- MediaCodeSpeedEdit tool for DVD-Writers
- WinRAR o programmi equivalenti

ESECUZIONE

Innanzitutto bisogna estrarre i file contenuti nell’archivio TS-L632N_SC03.exe (che in effetti altro non è che un archivio zip compresso autoestraente). All’interno si trovano due file: il file 200803311410143931_TS-L632N_SC03.BIN, che è il firmware vero e proprio, ed un file eseguibile, chiamato Tsdnwin.exe, successore del vecchio SFDNWIN.exe, che serve per effettuare l’aggiornamento.

Ora eseguite MediaCodeSpeedEdit, e caricate con il tasto “Load” il file 200803311410143931_TS-L632N_SC03.BIN all’interno dell’applicazione. In basso a destra è presente un checkbox che vi consente di selezionare la voce RPC1 Patch. Cliccatela. Una volta cliccata, la voce verrà disattivata e noterete un refresh di MediaCodeSpeedEdit. Ultimato tale refresh, premete sul tasto “Save”, quindi confermate premendo “Si” sul popup che apparirà e salvate il file dove preferite. Con ciò avete salvato una copia modificata del file .BIN contenente il firmware originale, rendendo possibile aggiornare con esso il vostro masterizzatore. Chiudete pure MediaCodeSpeedEdit.

Ora aprite un terminale di DOS ed accedete alla cartella contenente il file Tsdnwin.exe. Quindi inviate il seguente comando:

Tsdnwin.exe -NOCHECK

Si aprirà l’applicazione Tsdnwin, con la dicitura in alto a sinistra, in rosso, “NOCHECK”. Selezionate dal menù a tendina l’unità ottica che desiderate aggiornare, quindi premete il tasto “Search” e selezionate il file .BIN che avete creato in precedenza con MediaCodeSpeedEdit. A questo punto punto premete su “Download” e una volta completato l’avanzamento della barra, date “OK” al popup che si aprirà. Ciò causerà il riavvio del sistema, completato il quale avrete a disposizione il vostro nuovo masterizzatore con firmware Samsung aggiornato! Noterete la differenza già a partire dal suono che esso produrrà in fase di avvio del PC…

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Profondità colore dei netbook http://openblog.nivislabs.com/profondita-colore-dei-netbook/ http://openblog.nivislabs.com/profondita-colore-dei-netbook/#comments Sat, 29 Nov 2008 00:34:15 +0000 admin http://openblog.nivislabs.com/?p=136 La maggior parte dei netbook attualmente disponibili sul mercato non supporta un numero di colori molto elevato, solitamente a causa del tipo di display che equipaggia.

Così è ad esempio nel caso di buona parte degli Asus EEE-PC; la maggioranza di essi dispone di uno schermo con una profondità colore di soli 16bit (65000 colori). Maggior profondità di colore, 18bit (262000 colori), è quella supportata dagli Aspire One, i piccoli di casa Acer, mentre il Toshiba NB100 sembra raggiungere i 24bit (16M di colori).

Questi dati non sono basati su informazioni ufficiali, ma su prove empiriche di utilizzo e quindi sulle valutazioni dello scrivente. Ogni segnalazione di errori, correzione o integrazione è gradita.

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Nuova vita per vecchi access-point http://openblog.nivislabs.com/nuova-vita-per-vecchi-access-point/ http://openblog.nivislabs.com/nuova-vita-per-vecchi-access-point/#comments Fri, 28 Nov 2008 23:02:17 +0000 admin http://openblog.nivislabs.com/?p=121 PREMESSA

Vi è mai capitato di acquistare hardware di rete a basso costo e di chiedervi, di fronte agli evidenti problemi di funzionalità che a breve questo inizia a mostrare, a seguito di numerosi, vani tentativi di trovare un rimedio: “ma è mai possibile che non si possa fare proprio nulla per risolvere il problema”? Ebbene: in qualche caso, si può! Questo post è stato scritto per documentare ciò.

I FATTI

Non tutti sanno che i grandi marchi talora distribuiscono hardware realizzati da terzi e semplicemente brandizzati con il logo della propria azienda. Questo sembra non sia affatto infrequente, specie per i prodotti entry-level. Nello specifico questo è certamente avvenuto nel caso dei seguenti access-point:

Airlink101
AR-410W

AOpen
AOI-891

D-Link
DI-624r_Cx

Eusso
UGL2454-RTA

KCORP
KLG-575

Surecom
EP-9610SX-gp

Trust
Trust Speedshare Turbo PRO

Topcom
WBR-654

X-Micro
XWL-11gRAG

fonte: dslreport.com

Ebbene, molti di questi access-point hanno rivelato molto presto ai loro utilizzatori i limiti che patiscono, in particolare relativamente al numero di connessioni massime supportate. In questo senso il Trust SpeedShare Turbo PRO si rivela essere un vero campione, tanto da non riuscire a supportare stabilmente una connessione di tipo E-Donkey sul lungo periodo.

LA SOLUZIONE

Per risolvere questo problema, tuttavia, una soluzione definitiva sembra esserci e consiste nell’aggiornare il firmware originale Trust con quello della KCORP disponibile al seguente indirizzo: http://www.kcorplifestyle.com/products/goldSeries/KLG-575/KLG-575_v165.bin.

Si tratta di un firmware il cui sviluppo è stato portato avanti più a lungo e con maggiori risultati che alla Trust, progettato per il modello KLG-575.

I risultati si mostrano davvero molto interessanti, tanto da rendere questo vecchio access-point ancora in grado di supportare buona parte delle attività ad uso domestico di almeno una coppia PC.

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Soluzione errore BSOD 0×0000007B durante il boot di Windows via USB http://openblog.nivislabs.com/soluzione-errore-bsod-0x0000007b-durante-il-boot-di-windows-via-usb/ http://openblog.nivislabs.com/soluzione-errore-bsod-0x0000007b-durante-il-boot-di-windows-via-usb/#comments Wed, 26 Nov 2008 21:09:02 +0000 admin http://openblog.nivislabs.com/?p=113 PREMESSA

Nel corso di una installazione via usb di Windows XP può succedere di incappare in una blue screen of death, con codice di errore restituito 0×0000007B. Eventualità tutto sommato piuttosto frequente.

SOLUZIONE

Due soluzioni in grado di risolvere il problema in via definitiva sono le seguenti:

1- sostituire il file NTLOADER.COM secondo le istruzioni indicate qui.

2- cambiare il settaggio relativo alla gestione delle interfacce sata da “AHCI” a “Compatibility” oppure “IDE Controller Mode”; Windows XP non è infatti in grado di supportare l’Advanced Controller Host Interface.

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Menu inattivo in Ubuntu 8.10 (Intrepid Ibex) http://openblog.nivislabs.com/menu-inattivo-in-ubuntu-810-intrepid-ibex/ http://openblog.nivislabs.com/menu-inattivo-in-ubuntu-810-intrepid-ibex/#comments Thu, 23 Oct 2008 23:02:50 +0000 admin http://openblog.nivislabs.com/?p=85

PREMESSA

Con l’avvento della nuova release di Ubuntu 8.10 (al momento in cui questo articolo viene scritto, ancora allo stadio di Beta), codename: Intrepid Ibex, molte migliorie sono state apportate. Tra le altre, segnalo la risoluzione di un problema rilevante legato alla gestione degli hard-disk, prevalmentemente nei PC Laptop, e le migliorie (anche estetiche) di applicazioni per Gnome e KDE. Due ottimi motivi per fare un salutare upgrade.

SINTOMI

Tuttavia qualche piccolo bug può manifestarsi. Se in particolare doveste notare la totale assenza di contenuti nel menu delle applicazioni, difficoltà a gestirne i contenuti, o il crash di Alacarte con un errore simile al seguente:

/usr/lib/python2.5/site-packages/apt/progress.py: inconsistent use of tabs and spaces in indentation

non demoralizzatevi, la soluzione è semplice!

UNA POSSIBILE SOLUZIONE

Aprite un terminale e digitate quanto segue:
~$ mv .config/menus/ .config/menus.old

Tutto qui. Il bug è segnalato, ma la soluzione pare non molto nota. Sola pecca di questo metodo: alcune delle voci che che erano state disabilitate nel menu torneranno attive.

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Pocket PC su VDO Dayton MS2000 http://openblog.nivislabs.com/pocket-pc-su-vdo-dayton-ms2000/ http://openblog.nivislabs.com/pocket-pc-su-vdo-dayton-ms2000/#comments Wed, 15 Oct 2008 17:23:46 +0000 admin http://openblog.nivislabs.com/?p=66

PREMESSA

Non tutti sono a conoscenza del fatto che molti navigatori satellitari, al di là del loro aspetto esteriore di rigidi strumenti mono-uso nascondono potenzialità davvero notevoli. Spesso non lo sospettiamo neppure, ma l’esecuzione di applicazioni complesse quali le moderne applicazioni per navigatori satellitari, richiede il supporto di un sistema operativo vero e proprio. Come già lascia trasparire dal nome, il VDO Dayton MS2000 si basa sul sistema Microsoft Windows CE 5.

OPEN???

D’accordo, col mondo Open Source questo articolo non ha molto a che spartire, ma di certo quella di sfruttare appieno le potenzialità del nostro navigatore-palmare rientra nel novero delle libertà digitali alle quali abbiamo diritto, anche se spesso il suo esercizio ci viene precluso o (in questo caso) reso semplicemente molto difficoltoso.

SVOLGIMENTO

Di fatto il nostro navigatore richiede una modifca estremamente semplice per divenire un palmare Windows CE 5 operativo a tutti gli effetti. Ciò di cui necessitiamo è il seguente materiale:

1- Un PC con sistema operativo Windows

2- Un editor del registro di sistema per Windows CE (noi consigliamo questo: CeRegEditor)

Una volta avviato il vostro PC con Windows, installate il software che avete scelto come editor del registro di configurazione del sistema per Windows CE, quindi collegate mediante il cavo USB in dotazione, il navigatore al vostro PC. Ora, accendete il navigatore.

Aprite CeRegEditor e selezionate dal menù “Connection->Connect”; dopo alcuni istanti avrete accesso al registro di configurazione di sistema del vostro MS2000. Selezionate la chiave \Hkey_local_machine\Init\Launch50, fatene un backup su PC e quindi cambiatene il valore in “explorer.exe”. Selezionate dal menù “File->Save”, disconnettete il vostro navigatore satellitare, quindi riavviatelo (attenzione, metterlo in Stand-By non sarà sufficiente). Se doveste avere difficoltà a riavviarlo, premete il tasto “reset”, accessibile con una penna od altro oggetto appuntito sul bordo inferiore del navigatore. Et voilà! All’avvio avrete a disposizione il vostro nuovo palmare con Windows CE 5!

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Errori durante la compilazione di Stellarium da sorgenti http://openblog.nivislabs.com/errori-durante-la-compilazione-di-stellarium-da-sorgenti/ http://openblog.nivislabs.com/errori-durante-la-compilazione-di-stellarium-da-sorgenti/#comments Tue, 14 Oct 2008 21:35:30 +0000 admin http://openblog.nivislabs.com/?p=42

PREMESSA

Durante la compilazione di Stellarium in Ubuntu e Debian capita sovente di imbattersi in alcuni errori, piuttosto criptici, dovuti spesso all’assenza di alcuni strumenti necessari a compilare.

INSTALLARE STELLARIUM

Ecco la procedura standard da seguire per installare stellarium. Una volta scaricati i sorgenti dal sito ufficiale, bisogna procedere come segue

Spacchettare i sorgenti
~$ tar -xzf stellarium-x.x.tar.gz

Accedere alla cartella decompressa
~$ cd stellarium-x.x

Compilare i sorgenti
~$ cmake .
~$ make

Installare il software
~$ sudo make install

Pulire la directory di installazione (facoltativo)
~$ make clean

MESSAGGI DI ERRORE CHE POTRESTE VEDERE NEL TERMINALE …

Caso 1.
cmake: command not found

Caso 2.
Qt qmake not found

Caso 3.
boost was not found

… E LORO SOLUZIONI

Caso 1.
~$ sudo apt-get install cmake

Caso 2.
~$ sudo apt-get install libqt4-dev qt4-dev-tools

Caso 3.
~$ sudo apt-get install libboost-dev

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Rilasciato DynamiTE 4 CSS BlinkingNebula http://openblog.nivislabs.com/rilasciato-dynamite-4-css-blinkingnebula/ http://openblog.nivislabs.com/rilasciato-dynamite-4-css-blinkingnebula/#comments Tue, 14 Oct 2008 20:09:38 +0000 admin http://openblog.nivislabs.com/?p=34

È stata rilasciata la nuova versione di DynamiTE 4 CSS, un progetto opensource che seguiamo con interesse sin dalla sua nascita. Si tratta di un utilissimo framework per CSS dinamici e per animazioni Javascript basato su JSBach e PHP-SmartCSS.

Il suo punto di forza, che lo ha reso uno strumento utilizzato costantemente nell’ambito dell’attività professionale del nostro team, consiste innanzitutto nell’uso di una sintassi estramente semplice, molto vicina a quella del CSS standard.

Tra le molte potenzialità del software, spiccano in particolare le estensioni per la realizzazione di animazioni e gli hack CSS automatici (come il classico png-fix per IE), nonché la possibilità di assegnare proprietà CSS specifiche a singole versioni, famiglie, classi di browser, ecc…

Un esempio di un sito piuttosto semplice che abbiamo realizzato ai Nivis Labs con questa tecnologia lo si può rinvenire qui: www.stilnovo.us.

Un esempio più complesso, basato su un utilizzo combinato di DynamiTE 4 CSS Spindle Galaxy e di JSBach (ora tali effetti possono essere ottenuti con assai maggior semplicità direttamente attraverso DynamiTE 4 CSS BlinkingNebula) lo si può trovare qui: www.robertasorgato.it/minisito/. La struttura delle animazioni Javascript è molto complessa, tanto da dare la sensazione di trovarsi di fronte ad un sito realizzato in Flash.

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Link non accessibili in Internet Explorer 6 e 5.5 in presenza di Microsoft.AlphaImageLoader http://openblog.nivislabs.com/link-non-accessibili-in-internet-explorer-6-e-55-in-presenza-di-microsoftalphaimageloader/ http://openblog.nivislabs.com/link-non-accessibili-in-internet-explorer-6-e-55-in-presenza-di-microsoftalphaimageloader/#comments Sat, 11 Oct 2008 10:25:52 +0000 admin http://nivislabs.com/blog/?p=1

PREMESSA

A nostro avviso, la soluzione migliore sarebbe quella di non ricorrere ad Internet Explorer per la navigazione web, ma, posto che larga fetta della “popolazione” web ne fa, inconsapevole e/o indifferente ai limiti di questo software, largo utilizzo, passiamo alla disamina della questione per gli amici webmaster.

I SINTOMI

Tutti i link contenuti in un div che presenti una proprietà CSS del tipo:

filter:progid:DXImageTransform.Microsoft.AlphaImageLoader(src=’image.png’, sizingMethod=’scale’);

risultano inattivi, non accessibili e non selezionabili, seppur visibili, in Internet Explorer 6 e 5.5. Il semplice commento della proprietà di cui sopra, rende nuovamente accessibili i link, a dimostrare lo stretto legame di causa-effetto, indipendentemente da z-index o da altri errori nel reciproco posizionamento dei div.

LA DIAGNOSI

Tale problema sembra davvero di ardua soluzione, poiché si tratta a tutti gli effetti dell’ennesimo bug noto, del browser di casa Microsoft.

UNA POSSIBILE CURA

Molti articoli sono stati scritti al riguardo di questo problema, e propongono come soluzione degli hack CSS talora anche piuttosto strutturati. Di fatto, però, in un ampia parte dei casi, ciò che si rivela necessario (e sufficiente) è esplicitare la proprietà CSS position in tutti gli elementi che si trovano ad un livello superiore agli a in oggetto, avendo cura di attribuire la proprietà ed il valo

position:relative;

anche alla pseudo classe CSS a.

UN ESEMPIO DI CODICE FUNZIONANTE

<html>
<head>
<style>

a, a:visited, a:hover, a:visited:hover
{
text-decoration:none;
color:#848484;
position:relative;
}

#wrapper
{
filter:progid:DXImageTransform.Microsoft.AlphaImageLoader(src=’image.png’, sizingMethod=’scale’);
position: relative;
}

</style>
</head>
<body>
<div id=”wrapper”>
<a href=”#”></a>
</div>
</body>
</html>

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